Fondo “Il Corponauta”

 

 

Il Corponauta è un sogno, una dimensione non misurabile, un orizzonte perfetto: Flavio lo sapeva bene e per questo riusciva, annullando la sua fisica immobilità, a muoversi senza sosta in spazi insondabili, sempre teso verso un Oltre ristoratore e denso di inquieta armonia.

La sofferenza si è confermata un non-senso, ma l’atto di alleviarla si è rivelato il più nobile dei significati. Vorrei rinunciare a tutto il dolore, ma non saprei fare a meno della famiglia che ho incontrato in questa avventura” (così scriveva Flavio in uno dei suoi ultimi articoli per il “Corriere della Sera”).

Erano i primi giorni del mese di agosto 2015: l’Amico Corponauta stava serenamente disfacendo le sue valigie terrene con profonda consapevolezza.

Vorrei che quanto avete fatto per me, in qualche modo, potesse continuare in favore di altre persone nella mia situazione”, disse; e aggiunse: “Zia Celestina mi ha sempre detto di non preoccuparmi perchè, se lei fosse mancata, mi avrebbe lasciato quanto necessario per potermi mantenere. Vedi, me ne vado prima io. Vorrei che la sua promessa rimanesse valida, non per me, ma per altri”. Poche ore dopo, Zia Celestina rinnovava il suo impegno davanti al nipote, per il quale, insieme alla straordinaria mamma Luigina, ha dedicato la vita.

Così, in quel giorno d’estate, si è consolidata l’idea di costituire un fondo ad hoc presso la Fondazione Sipec, ente bresciano no-profit creato dall’Ing. Luciano Silveri, storico amico di Flavio e da sempre attivo nel promuovere progetti in favore di persone necessitanti di assistenza.

Il 10 dicembre 2015 il Consiglio generale della Fondazione istituiva quindi formalmente il Fondo denominato “Il Corponauta – Flavio Emer” con il preciso scopo di dare continuità al patrimonio di valori, sensibilità, idee che Flavio ha saputo trasmettere nel corso della sua vita e per sostenere persone affette da patologie degenerative in grado di autodeteminarsi.

Su queste basi, il Fondo si prefissa di operare, anche mediante l’erogazione regolamentata di contributi, per sostenere i desideri di indipendenza di persone in difficoltà che vogliano continuare a impastare corpo e spirito nelle varie relazioni di vita.

Parallelamente, “Il Corponauta” si propone di curare la realizzazione di eventi culturali ponendo particolare attenzione alla pubblicazione dei molti scritti che Flavio ci ha lasciato.

“Affacciarsi un giorno da una parte e un giorno dall’altra, non solo rende diverso il panorama, ma aiuta a capire che le cose ci raggiungono anche in funzione delle diverse maniere con cui siamo disposti ad accoglierle”

Flavio